Impianto termico

Il tipo di impianto di riscaldamento più diffuso nelle case degli italiani è quello a radiatori. 
Oggi esistono molti modelli di termoarredo dove l’estetica, almeno apparentemente, sembra l’elemento dominante. Eppure, nella scelta del tipo di apparecchio, gli aspetti tecnici e il rendimento energetico devono essere i primi elementi da ponderare.

Radiatori in ghisa

Il radiatore tradizionale è quello in ghisa, una lega di ferro e carbonio, materiale che si riscalda e raffredda piuttosto lentamente. 
Tali radiatori sono formati da un certo numero di elementi, a seconda di quanti ne richieda il dimensionamento effettuato dal termotecnico, ed hanno una tubazione di mandata ed una di ritorno.
L’acqua presente nelle tubazioni viene riscaldata dalla caldaia, centralizzata o autonoma, riscalda a sua volta l’aria della stanza, creando dei moti convettivi che la fanno salire verso l’alto e diffondere il calore nell’ambiente. 

I termosifoni in ghisa sono di solito tinteggiati in colori chiari per non distaccarsi troppo dal colore delle pareti. 
La vernice ha un’importante funzione produttiva, perché essendo presente nella ghisa una certa quantità di ferro, è facile che l’umidità la faccia ossidare. Non è infrequente, infatti, vedere tracce di ruggine specialmente nelle giunture tra gli elementi. 

I termosifoni in ghisa, quindi, vanno ogni tanto riverniciati, operazione che si può effettuare anche in modalità faidate, seguendo scrupolosamente le indicazioni riportate sulle etichette delle vernici. 
La vernice deve essere quella specifica per termosifoni, resistente alle alte temperature, senza sprigionare sostanze tossiche.

 Prima di riverniciare, il radiatore va lavato e carteggiato per la parte arrugginita, e quindi si può procedere alla verniciatura. È fondamentale applicare almeno due mani di vernice ed aspettare che la prima si sia asciugata perfettamente prima di procedere con la seconda.

Radiatori in alluminio

Negli interventi di ristrutturazione si preferisce in genere sostituire i vecchi radiatori in ghisa con nuovi modelli più efficienti, e più accattivanti esteticamente.
Se si svolge tale tipo di intervento in un edificio condominiale con caldaia centralizzata è necessario informare preventivamente l’amministratore, ed inoltre non è possibile aumentare il numero di radiatori rispetto a quelli esistenti. Inoltre lo spostamento dei nuovi radiatori richiede l’intervento di personale qualificato, che dovrà anche collaudare l’impianto e certificarne la conformità ai requisiti di legge. 

Tra i prodotti in commercio vi sono termosifoni in acciaio che si riscaldano e raffreddano molto velocemente, e sono quindi datti a case più piccole o  a climi meno rigidi. Hanno però il vantaggio di avere dimensioni più compatte ed essere, quindi, meno ingombranti di quelli in ghisa. 

Ma i radiatori oggi più diffusi ed utilizzati nelle ristrutturazioni sono quelli in alluminio, che hanno caratteristiche analoghe a quelli in acciaio, ma il materiale può essere plasmato molto più facilmente e si prestano, quindi, ad assecondare le tendenze del design.

Risparmio ed efficienza con i radiatori

Alcuni piccoli accorgimenti aiutano ad ottimizzare il rendimento di un impianto di riscaldamento a radiatori come quello piuttosto noto, di inserire un foglio di materiale isolante e riflettente tra il radiatore e la parete retrostante. 

Inoltre è preferibile che il termosifone non sia coperto da tende o mobili, perché questi assorbirebbero il calore e ne limiterebbero la diffusione nell’ambiente. Anche le mensole riducono il passaggio di calore, anche se ne esistono specifici modelli atti ad evitare questo inconveniente. 

All’accensione stagionale dell’impianto bisogna aprire le valvole di sfiato, perché all’interno può essersi formata dell’aria che compromette un adeguato riscaldamento con spreco di energia e bisogna fare in modo che questa fuoriesca. 
Nel fare questa operazione bisogna porre sotto al termosifone un recipiente perché oltre all’aria, uscirà anche acqua bollente e quindi va posta molta attenzione. 

Risparmiare energia è importante non solo dal punto di vista economico ma anche per diminuire le emissioni nocive in atmosfera.
Il primo passo deve essere quello di regolare il termostato della caldaia su una temperatura di 20°C Poi si possono mettere su ogni termosifone delle valvole termostatiche che permettono di impostare la temperatura desiderata, con un risparmio fino al 10%. 

Inoltre bisogna riscaldare solo gli ambienti abitati delle case e tenere chiuse le porte degli altri locali. Quando è acceso il riscaldamento non bisogna aprire le finestre per cui un adeguato ricambio d’aria va effettuato nelle ore più calde della giornata. 
Nel caso di impianti condominiali esistono poi sistemi di contabilizzazione del calore che permettono di pagare l’effettivo consumo avvenuto.

 Altri accorgimenti per evitare gli sprechi di energia sono un buon isolamento del cassonetto degli avvolgibili, l’utilizzo di paraspifferi per le finestre e la chiusura di persiane e tapparelle nelle ore notturne.